{"id":69133,"date":"2024-05-14T10:12:58","date_gmt":"2024-05-14T09:12:58","guid":{"rendered":"https:\/\/zine.modalova.com\/zine\/?p=69133"},"modified":"2024-05-14T10:12:58","modified_gmt":"2024-05-14T09:12:58","slug":"1997-fashion-big-bang-retrospettiva-palais-galliera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/it.modalova.com\/zine\/1997-fashion-big-bang-retrospettiva-palais-galliera\/","title":{"rendered":"1997 Fashion Big Bang: la retrospettiva del Palais Galliera"},"content":{"rendered":"\n<p>Se per alcuni il 1997 fa eco alla pubblicazione del primo volume di Harry Potter, o ai primi esperimenti di clonazione, in moda, quell&#8217;anno ha segnato una netta transizione. Un&#8217;entrata in una nuova era, che Vogue Paris ha nominato <strong>\u00abil Big Bang\u00bb<\/strong>. Per la sua nuova esposizione, 1997 Fashion Big Bang, il Palais Galliera ci riporta indietro <strong>a un momento che ha tanto interrogato la societ\u00e0 quanto l&#8217;industria tessile<\/strong>. Ritorno sul trionfo dei grandi creatori, l&#8217;esplorazione dei corpi e il gusto dello spettacolo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1997 Fashion Big Bang, il viaggio nel tempo del Palais Galliera&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p>Denominato nel 1997 Museo della moda della citt\u00e0 di Parigi, il luogo non poteva quindi essere scelto meglio per farci rivivere quest&#8217;anno dagli echi di laboratorio creativo. Attraverso un percorso circolare, dove come la lancetta di un orologio, viaggiamo nel tempo, dal 1996 al 1998, assistiamo ai cambiamenti e alle influenze che hanno nutrito il Fashion Big Bang che fu il 1997. <strong>38 date principali del periodo<\/strong> segnano la nostra visita, tra pezzi di alta moda, estratti di sfilate, riviste, stampe fotografiche o altri oggetti che ricordano questo periodo.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"564\" height=\"712\" data-id=\"20773\" src=\"https:\/\/it.modalova.com\/zine\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/couverture-vogue-fashion-big-bang.jpeg\" alt=\"Premi\u00e8re de Vogue Haute  Couture 1997\" class=\"wp-image-20773\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/it.modalova.com\/zine\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/couverture-vogue-fashion-big-bang.jpeg 564w, https:\/\/it.modalova.com\/zine\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/couverture-vogue-fashion-big-bang-238x300.jpeg 238w\" sizes=\"auto, (max-width: 564px) 100vw, 564px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Interrogando i codici della moda esistenti, legando diverse discipline artistiche e ponendo uno sguardo sui temi sociali, quell&#8217;anno \u00e8 stato un momento chiave nell&#8217;industria della moda, ma anche in tutta la pop culture. Una playlist Spotify, immersa nell&#8217;identit\u00e0 del 1997, e composta da Michel Gaubert, illustratore sonoro delle pi\u00f9 grandi sfilate degli anni &#8217;90, ci viene inoltre proposta per un&#8217;immersione totale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">In che modo il Fashion Big Bang risuona con il contesto del 1997?&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p>Lancio della serie televisiva Pok\u00e9mon, uscita del primo album dei Daft Punk, creazione di Netflix, inaugurazione del Museo della Moda e del Tessile agli Arts D\u00e9coratifs, prima vittoria di una macchina sul cervello umano, prima esperienza di metaverso in Francia, concepimento del primo iMac, riconsegna di Hong Kong alla Repubblica Popolare Cinese, primo clonaggio, sviluppo della chirurgia estetica&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Se l&#8217;anno 1997 \u00e8 stato cos\u00ec decisivo in termini di moda, ci\u00f2 corrisponde ai diversi <strong>eventi culturali, politici e tecnologici<\/strong> che hanno segnato il contesto di quell&#8217;anno.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quali erano le questioni della societ\u00e0 nel 1997?\u00a0<\/h3>\n\n\n\n<p>Il Fashion Big Bang \u00e8 emerso in un <strong>momento di interrogazione per la societ\u00e0<\/strong>, sia sulla visione della vita e la sua filosofia, la sessualit\u00e0, il rapporto con il corpo e l&#8217;idea della sua versione ideale, la messa in discussione degli standard di bellezza stabiliti dall&#8217;Antichit\u00e0, la scoperta della figura androgina&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Queste questioni hanno nutrito le collezioni dei creatori presentate alle sfilate del 1997, rendendole rilevanti e <strong>impattose per i costumi dell&#8217;epoca<\/strong> in cerca di cambiamento. Inoltre, tematiche proprie dell&#8217;industria della moda sono venute ad arricchire le riflessioni artistiche, e ad aprire le discussioni, come l&#8217;estetica Heroine Chic, presente nelle sfilate, o le foto come quelle di David Sorrenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Vivendo attualmente in un periodo di transizione, \u00e8 interessante scoprire come il Fashion Big Bang interrogasse gi\u00e0 questi temi all&#8217;epoca.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come questo Fashion Big Bang ha riunito diversi universi artistici?\u00a0<\/h3>\n\n\n\n<p>Tra moda, musica, danza, cinema, fotografia, commercio, web&#8230; Il Fashion Big Bang del 1997 si \u00e8 ripercosso in diversi ambiti artistici, al fine di ripensare i codici e unire le forze di ogni disciplina per concepire pezzi che segnassero un&#8217;epoca.<\/p>\n\n\n\n<p>I fotografi di moda hanno ripensato la loro visione, aggiungendo una <strong>dimensione cinematografica<\/strong>, come Philip-lorca diCorcia. Alber Elbaz ha invece ripensato le curve fotografando i modelli tramite uno scanner, ottenendo una visibilit\u00e0 che lo ha lanciato nell&#8217;ambiente. David Chappele ha messo in luce <strong>l&#8217;opulenza delle creazioni di Christian Lacroix<\/strong>, finalmente in accordo con la nuova visione della moda e il fasto che ne deriva.<\/p>\n\n\n\n<p>La musica ha dato luogo a collaborazioni artistiche, come Walter Van Beirendonck, che ha creato un costume di scena per il cantante degli U2, Bono, interrogando la nozione di virilit\u00e0. Ann Demeulemeester si \u00e8, lei, ispirata a Patty Smith e alla <strong>questione dell&#8217;androginia<\/strong> nella sua collezione primavera-estate 1997 in omaggio alla cantante. L&#8217;artista Bjork, da parte sua, ha chiamato Alexander McQueen per concepire un kimono e accessori multiculturali indossati sulla copertina del suo album Homogenic.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"564\" height=\"846\" data-id=\"20774\" src=\"https:\/\/it.modalova.com\/zine\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/tshirt-bono-walter-van-beirendonck.jpeg\" alt=\"Cr\u00e9ation U2 Walter Van Beirendonck\" class=\"wp-image-20774\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/it.modalova.com\/zine\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/tshirt-bono-walter-van-beirendonck.jpeg 564w, https:\/\/it.modalova.com\/zine\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/tshirt-bono-walter-van-beirendonck-200x300.jpeg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 564px) 100vw, 564px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La danza ha anche unito le influenze dell&#8217;epoca, con Merce Cunningham che integra nella sua composizione contemporanea le creazioni di Rei Kawakubo, proponendo una nuova visione delle silhouette.<\/p>\n\n\n\n<p>La moda e il 7\u00b0 arte hanno anche dato luogo a creazioni celebrate, come <strong>i costumi del quinto elemento di Luc Besson<\/strong>, disegnati da <a href=\"https:\/\/it.modalova.com\/marche\/jean-paul-gaultier-pre-owned\" target=\"_blank\" aria-label=\"Jean-Paul Gaultier (opens in a new tab)\" rel=\"noreferrer noopener\" class=\"ek-link\">Jean-Paul Gaultier<\/a> e che gli hanno valso una nomination ai C\u00e9sar del 1998.<\/p>\n\n\n\n<p>La creazione si \u00e8 addirittura immischiata nel sacro, come \u00e8 stato il caso di Jean-Charles de Castelbajac che ha disegnato le tenute di Giovanni Paolo II e di 5500 officianti, per le Giornate mondiali della giovent\u00f9 del 1997.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 il 1997 \u00e8 stato denominato Fashion Big Bang?\u00a0<\/h2>\n\n\n\n<p>Sconvolgendo i codici esistenti, l&#8217;anno 1997 \u00e8 visto come quello che ha rilanciato l&#8217;industria che iniziava ad apparire morente per molti, e iniziava a declinare con il numero di case costantemente rivisto al ribasso nel corso degli anni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Qual era la moda prima e dopo il Fashion Big Bang?\u00a0<\/h3>\n\n\n\n<p>Confinata per anni a un minimalismo dalle linee e tagli perfetti, <strong>i creatori si sono concessi pi\u00f9 libert\u00e0 nel 1997<\/strong>. Gi\u00e0 dal 1996, le collezioni primavera-estate 1997 annunciavano visioni viste come radicali e complementari che hanno creato l&#8217;evento, e annunciano l&#8217;ingresso nella moda del XXI secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Fashion Big Bang si \u00e8 operato attraverso un&#8217;esuberanza di tessuti, silhouette e colori. La preponderanza \u00e8 la parola d&#8217;ordine che dirige le collezioni, <strong>cullate da uno spirito di spettacolo<\/strong> che rompe con il classicismo caratteristico degli ultimi anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Le collezioni dei creatori vengono a <strong>ripensare i tagli e le silhouette<\/strong>, invariati da anni, con una visione del corpo trasformato nella collezione Rich White Women di Jeremy Scott, o dei materiali ripensati, come Martin Margiela che usa lo stockman non pi\u00f9 come supporto, ma come pezzo di alta moda.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"515\" height=\"640\" data-id=\"20771\" src=\"https:\/\/it.modalova.com\/zine\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/exposition-palais-galliera.jpeg\" alt=\"1997 Fashion Big Bang\" class=\"wp-image-20771\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/it.modalova.com\/zine\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/exposition-palais-galliera.jpeg 515w, https:\/\/it.modalova.com\/zine\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/exposition-palais-galliera-241x300.jpeg 241w\" sizes=\"auto, (max-width: 515px) 100vw, 515px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"564\" height=\"851\" data-id=\"20775\" src=\"https:\/\/it.modalova.com\/zine\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/robe-plume-jean-paul-gaultier-1997.jpeg\" alt=\"Robe spectaculaire de Jean-Paul Gaultier\" class=\"wp-image-20775\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/it.modalova.com\/zine\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/robe-plume-jean-paul-gaultier-1997.jpeg 564w, https:\/\/it.modalova.com\/zine\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/robe-plume-jean-paul-gaultier-1997-199x300.jpeg 199w\" sizes=\"auto, (max-width: 564px) 100vw, 564px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"564\" height=\"833\" data-id=\"20776\" src=\"https:\/\/it.modalova.com\/zine\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/collection-black-palms-raf-simon.jpeg\" alt=\"Peinture palmiers noirs dos mod\u00e8le d\u00e9fil\u00e9 Raf Simon\" class=\"wp-image-20776\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/it.modalova.com\/zine\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/collection-black-palms-raf-simon.jpeg 564w, https:\/\/it.modalova.com\/zine\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/collection-black-palms-raf-simon-203x300.jpeg 203w\" sizes=\"auto, (max-width: 564px) 100vw, 564px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La moda del 1997 fa cenno alle creazioni passate, tra omaggio e nostalgia. Si riprende un tweed in omaggio a Gabrielle Chanel, delle baschine in richiamo al tailleur bar di Christian Dior. Il lavoro classico dei materiali prende un&#8217;altra svolta, con sperimentazioni nei drappeggi, nei tagli, nell&#8217;accessorizzazione dei pezzi. Le ispirazioni prendono radice nella mitologia e nella Grecia antica per <strong>confezionare silhouette bestiali<\/strong> uscite dai meandri, come Alexander McQueen ha fatto per la sua prima collezione da Givenchy. <a data-old-href=\"https:\/\/www.modalova.fr\/search?q=thierry+mugler&amp;page=2\" target=\"_blank\" aria-label=\"Thierry Mugler (opens in a new tab)\" rel=\"noreferrer noopener\" class=\"ek-link\">Thierry Mugler<\/a> esplora invece questo lato animale con la sua mitica collezione Gli insetti, trasformando le silhouette in creature semi-umane, semi-animali.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quali sono i creatori che hanno segnato il 1997?\u00a0<\/h3>\n\n\n\n<p>Se l&#8217;anno 1997 si presenta come un anno di cambiamento, denominato Fashion Big Bang, ci\u00f2 si spiega anche per il contesto che lasciava presagire una tensione sull&#8217;ambiente, con la partenza di Gian Franco Ferre dalla Maison Dior. A immagine di John Galliano che si \u00e8 trovato alla direzione artistica di Dior, e ha presentato la sua prima collezione acclamata, che lo ha lanciato per 14 anni da Dior, altri creatori si sono anche issati alla guida di grandi case, presentando le loro prime collezioni haute couture. A immagine di Alexander McQueen da Givenchy, Marc Jacob da Louis Vuitton, Jean-Paul Gaultier e Thierry Mugler sotto i loro stessi marchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il periodo segna anche <strong>il successo dei creatori Britannici<\/strong>, con l&#8217;arrivo da Chlo\u00e9 di <a href=\"https:\/\/it.modalova.com\/marche\/stella-mccartney\" target=\"_blank\" aria-label=\"Stella McCartney (opens in a new tab)\" rel=\"noreferrer noopener\" class=\"ek-link\">Stella McCartney<\/a>, che in seguito reindirizzer\u00e0 il marchio verso una concezione vegan.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quali sono i pezzi che riflettono quest&#8217;anno di transizione?&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>Il Fashion Big Bang del 1997, si riflette tanto nei pezzi stessi, quanto nel rapporto che ne hanno avuto i consumatori. Da una parte, le creazioni dei couturier hanno sottolineato le questioni e le visioni dell&#8217;epoca, come Tom Ford da Gucci con il suo G-String, sottolineando i desideri di edonismo, e <a data-old-href=\"https:\/\/www.modalova.fr\/zine\/tendance-et-evolution-mode-non-genree\/\" class=\"ek-link\">creando un pezzo gender-fluid<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, abbiamo assistito all&#8217;emergere di <strong>una nuova visione della moda<\/strong>, pi\u00f9 esclusiva, con una nozione di rarit\u00e0, in eco all&#8217;apertura del concept store Colette a Parigi, un luogo ibrido dove si potevano trovare pezzi introvabili altrove. La nozione di hit piece \u00e8 nata anche in questo periodo, dando un nuovo slancio a certe creazioni.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La sfilata ripensata<\/h3>\n\n\n\n<p>Il Fashion Big Bang del 1997 ha anche dato una nuova visione alle sfilate. Da una parte, con <strong>un nuovo calendario<\/strong>, facendo di New York la prima citt\u00e0 a sfilare. Anche i codici dei modelli sono stati rivisti, con alcuni creator","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se per alcuni il 1997 fa eco alla pubblicazione del primo volume di Harry Potter, o ai primi esperimenti di clonazione, in moda, quell&#8217;anno ha segnato una netta transizione. 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