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Ultimi giorni per scoprire il pop-up Dior al Bon Marché

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Presentato fino a domenica 22 febbraio, il pop-up Dior al Bon Marché offre un’immersione unica nell’universo delle prime collezioni ideate da Jonathan Anderson. Un’esperienza immersiva, con una scenografia curata, che mette in luce il nuovo linguaggio che si scrive tra l’eredità della maison e la creatività del designer irlandese. Un appuntamento che non potevamo perdere e che ci ha completamente incantato!

Il nuovo capitolo Dior, visto da Jonathan Anderson

Mentre scoprivamo che una piccola parte di questo nuovo capitolo Dior da Jonathan Anderson, una cosa è già certa: la maison ha ritrovato il suo splendore e creatività. Vale a dire, tutto ciò che ci si aspettava.

Infatti, con solo quattro collezioni svelate, il designer irlandese è riuscito a convincere per il rispetto che porta all’eredità e al savoir-faire della maison, così come per le innovazioni che integra negli armadi. Un nuovo linguaggio che affascina e che è al centro del pop-up Dior al Bon Marché.

Ricollegarsi al passato della maison

L’arrivo di Jonathan Anderson da Dior è stata l’occasione per compiere un viaggio nel tempo e riportare al centro l’essenza stessa della maison. Un’immersione negli archivi, che ha permesso di ridefinire l’immagine della maison onorando il suo passato, tra l’aggiustamento della tipografia del logo, il lavoro del medaglione o la rivisitazione delle scatole di imballaggio…

Così è stato ricomposto un intero universo elegante e curato, che si svela a noi come un allestimento museale al pop-up del Bon Marché.

Inoltre, l’eredità della maison si osserva anche attraverso i dettagli delle nuove creazioni. In particolare con la suola a cannage delle sneakers Dior Roadie, o la sartoria dei mocassini Dior Archie. Questi pezzi vengono così legare il presente al passato con gusto e sensibilità.

La rivisitazione dei classici

Queste prime collezioni hanno anche rappresentato l’occasione per ridare una nota di freschezza ai classici della maison. Infatti, alcune silhouette iconiche sono state ripensate riannodando i legami con il passato di Dior, lasciando al contempo trasparire l’inventiva di Jonathan Anderson.

Il pop-up mette in particolare in evidenza i nuovi visual del Dior Book Tote, celebrando i classici della letteratura, in un omaggio all’origine stessa della borsa, concepita per portare libri.

Dialogo tra gli armadi

Una delle innovazioni notate durante le prime sfilate è quella di far dialogare tra loro gli armadi. Infatti, i pezzi ideati dal nuovo direttore artistico presentano nelle loro linee, materiali e colori delle somiglianze che creano un legame tra gli armadi maschili e femminili.

Una novità nelle collezioni della maison, e che viene celebrata al pop-up Dior dove i due guardaroba vengono svelati all’interno dello stesso spazio, permettendo così di sottolineare questa nuova unità.

Inoltre, mentre notiamo pezzi tradizionalmente inseriti in un armadio trovare posto nell’altro, altre creazioni giocano con tagli camaleontici e si adattano a tutte le silhouette.

Questa nuova visione del guardaroba integra anche una deliziosa sfumatura nelle sue ispirazioni. In particolare, facendo coesistere pezzi eleganti e sofisticati con abiti dalle influenze più streetwear.

Il pop-up Dior al Bon Marché, l’inizio di una nuova storia tra la maison e la sua clientela

Con questo pop-up, la maison di moda francese conferma di voler andare più che mai incontro alla sua clientela. Questo, al fine di rafforzare i legami esistenti e conquistare un nuovo pubblico.

Infatti, questo evento arriva poco dopo un primo appuntamento eccezionale, La Grammatica delle Forme, tenutosi il mese scorso al Museo Rodin.

In occasione della prima sfilata di alta moda di Jonathan Anderson per Dior, la maison aveva invitato il pubblico a scoprire in questo giardino incantato alcuni dei pezzi ideati dal designer, presentati accanto alle ceramiche di Magdalene Odundo, che gli avevano ispirato le sue silhouette, e a riproduzioni di archivi Dior.

Questo nuovo pop-up Dior, che è una prima per la maison, condivide così la stessa volontà di proporre una visita immersiva, accessibile a tutti, onorando i valori presenti al centro delle prime collezioni Estate 2026 di Anderson, vale a dire: la storia della maison e l’artigianato.

Inoltre, questo corner si distingue dai punti vendita abituali presentando alcuni prodotti in esclusiva, permettendo così di rendere l’inaccessibile accessibile.

Questi eventi, che sottolineano una nuova direzione nella comunicazione della maison, permettono a quest’ultima di plasmare la sua nuova immagine e il suo nuovo linguaggio con eleganza e onestà.

E abbiamo sentito dire che altri eventi sono in fase di preparazione!

Per chi si trova a Londra, un pop-up simile è presente da Selfridges.

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