Il yoga del nervo vago: la mia nuova fonte di tranquillità
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Quest’inverno, ho provato con curiosità lo yoga del nervo vago. È passato circa un anno da quando ho iniziato a praticare yoga. È tanto e allo stesso tempo è nulla. Prima, ero quella ragazza che diceva di odiare lo yoga. Perché tutte le mie amiche lo facevano e perché gli yogi cercano sempre di convincerti che lo yoga è magico. Da quando mi sono immersa completamente nello yoga, anche per superare un periodo difficile, ho potuto apprezzare tutte le sue sottigliezze e i diversi tipi di yoga. Lo yoga del nervo vago è rapidamente diventato il mio ancoraggio, la mia sessione settimanale, quel momento della settimana tutto per me che, in appena un’ora, mi permette di ricaricare le batterie per il resto della settimana. Non ti sei ancora messo? Lasciami spiegarti come si svolge una sessione e, con un po’ di fortuna, potrai anche tu godere dei benefici di questa pratica di cui tutti parlano.
Cos’è il nervo vago?
È ovviamente la prima domanda che ci viene in mente. Allora, cos’è esattamente questo nervo vago di cui si parla tanto in questo periodo? Il nervo vago è quindi un nervo, come indica il nome, che è incredibilmente importante per il nostro equilibrio sia fisico che mentale. È il nervo più lungo del corpo umano, che collega il cervello al cuore, ai polmoni, all’intestino (il nostro secondo cervello) e al fegato. Fa parte del sistema nervoso parasimpatico, responsabile dello stato di riposo e recupero del corpo. Se il nervo vago è sbilanciato, mette il corpo in modalità sopravvivenza e invia segnali di stress al cervello che accentuano la fatica nervosa e l’ansia. Studi hanno dimostrato che l’attività del nervo vago, chiamata “tono vagale”, è direttamente collegata alla nostra capacità di gestire lo stress e le emozioni. Un’attività bassa di questo nervo è spesso associata a una maggiore sensibilità allo stress e all’ansia.
Un nervo vago equilibrato aiuta a mantenere le emozioni, contribuisce a una buona digestione e regola il livello di stress.
Cosa succede quando attiviamo il nervo vago?
Viene chiamato anche nervo cranico. Quando attiviamo il nervo vago in modo sano, come invita a fare la pratica dello yoga, diamo al corpo un segnale di sicurezza e questo può funzionare alternando fasi attive come la digestione e fasi più lente in cui il sistema è a riposo. Lo yoga del nervo vago attiva il sistema parasimpatico.
Attiviamo il nervo vago attraverso diverse tecniche yogiche che si trovano nello Yin yoga.
- La respirazione lenta (tra 4 e 6 cicli al minuto)
- Le vibrazioni sonore
- I massaggi o tocchi somatici dolci
- I movimenti lenti e consapevoli
Il déroulé di una sessione di yoga del nervo vago
Non suderai durante una sessione di yoga del nervo vago. Per gli esperti, lo yoga del nervo vago è simile allo Yin yoga, una pratica molto dolce. L’obiettivo? Regolare lo stress e attivare il sistema parasimpatico. Ti assicuro che è più che sufficiente.
Condivido qui la mia esperienza sapendo che ogni insegnante è diverso, anche se lo yoga per il nervo vago segue una certa struttura.
Come la maggior parte delle lezioni di yoga, si inizia con una piccola sessione di meditazione o intenzione. Questa pausa all’inizio della lezione è essenziale. Permette di arrivare in classe e di essere realmente presenti, e consente anche al corpo di concentrarsi e abbassare la guardia per aprirsi alla pratica. Una volta che offriamo al nostro corpo la consapevolezza di essere al sicuro, possiamo iniziare i movimenti. La lezione è iniziata con un auto-massaggio del piede utilizzando una palla da tennis. Questo esercizio ha il vantaggio di stimolare le zone riflessogene del piede, che rappresentano parti del corpo, e di risvegliare questa zona che tendiamo a dimenticare.
Successivamente, si alternano pose yoga ed esercizi di respirazione (pranayama), come la respirazione alternata delle narici. Le posizioni sono le stesse dello Yin yoga, quindi ci muoviamo lentamente e rimaniamo qualche minuto nella stessa posizione prima di passare alla successiva.
Il mio verdetto: una bolla di conforto inaspettata
Tra tutte le forme di yoga che ho testato, è certamente quella che mi ha offerto il relax più profondo, con una sensazione di benessere che è durata diversi giorni.
Sono arrivata in lezione completamente esausta, davvero esausta, tra due bambini piccoli a casa 24 ore su 24 e una separazione in corso, e ne sono uscita con le batterie ricaricate, ma soprattutto con uno stato d’animo molto più positivo.
L’esercizio di stimolazione della pianta dei piedi è stata una vera rivelazione per me, così come gli effetti del breathwork.
Se anche tu cerchi di disconnetterti dopo una settimana difficile, lo yoga del nervo vago potrebbe benissimo offrirti, spero, tanto conforto quanto a me.